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Architetture segrete – Andrea Polichetti – 13 settembre 2026

Architetture segrete – Andrea Polichetti – 13 settembre 2026 2560 1440 Belìce/EpiCentro

ARCHITETTURE SEGRETE di Andrea Polichetti

a cura di Progetto Matéria ETS – Alessandro Messina e Valentino Danilo Matteis

Nell’ambito di Plenaria 2026, rassegna culturale di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, inserita nella programmazione “Portami il Futuro”

per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026

Giardino Segreto 1 — Gibellina

13 settembre 2026, ore 18.30

dal 13 settembre al 31 ottobre

Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, nell’ambito della rassegna Plenaria 2026, inserita all’interno del programma “Portami il Futuro” per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, inaugura Domenica 13 settembre 2026, alle ore 18.30, al Giardino Segreto 1 di Gibellina, Architetture Segrete, un progetto di Andrea Polichetti che mette in relazione le sue opere in ferro con l’architettura di Francesco Venezia e con i frammenti provenienti dalla città originaria, a cura di Progetto Materia ETS, Alessandro Messina e Valentino Danilo Matteis.

Il Giardino Segreto 1 appare come una casa che ha rinunciato al tetto per lasciare entrare il cielo: muri, archi, colonne e frammenti di pietra compongono uno spazio in cui ogni elemento è stato separato dal proprio uso originario. Gli archi non sostengono più un edificio, le colonne non reggono un peso: il luogo sospende il significato abituale degli oggetti e lascia che la materia parli un’altra lingua.

In questo scenario, le opere di Polichetti non si aggiungono a un’architettura conclusa, ma proseguono il ragionamento del giardino stesso. Il punto d’incontro è lo spolium: l’elemento sottratto a una costruzione precedente e trasferito in un nuovo ordine, capace di unire tempi diversi senza cancellarne la distanza. Venezia ha accolto nel giardino frammenti e ruderi — tra cui cinque archi di spoglio rimontati nei muri di arenaria — costruendo soglie che rallentano il passo e affinano lo sguardo. Polichetti risponde con un materiale diverso: il tondino di ferro, di solito nascosto nel cemento, emerge in superficie e diventa linea, dando forma a colonne, profili e figure permeabili, presenti e assenti insieme.

Tra l’arco e la linea si crea così una relazione precisa: l’uno liberato dal peso che sosteneva, l’altro dalla massa che avrebbe dovuto rinforzare. La pietra porta il peso di ciò che è sopravvissuto, il ferro la leggerezza di rovine venute da un tempo futuro. Ad abitare gli spazi tra archi, muri e piante sono anche alcune presenze che l’artista chiama genius loci: non raccontano una storia precisa, ma custodiscono una soglia e invitano a uno sguardo più attento.

Luce e tempo diventano parte dell’opera: pietra lavica, arenaria, tufo e ferro cambiano aspetto nel corso della giornata, mentre le sculture proiettano sui muri immagini instabili. La conservazione, qui, non è una forma sottratta al divenire, ma la possibilità per i materiali di entrare in nuove relazioni.

Architetture Segrete nasce in questa sospensione: Venezia dà al frammento un luogo, Polichetti dà al vuoto una figura. Il segreto non è un oggetto nascosto tra i resti, ma la relazione che per un istante rende inseparabili pietra e ferro, frammento e figura, ombra e muro.

Idrofuturi di Noemi Pittalà e Filippo Gonnella – 13 settembre 2026

Idrofuturi di Noemi Pittalà e Filippo Gonnella – 13 settembre 2026 1290 710 Belìce/EpiCentro

IDROFUTURI di Noemi Pittalà e Filippo Gonnella

a cura di Giuseppe Maiorana

Nell’ambito di Plenaria 2026, rassegna culturale di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, inserita nella programmazione Portami il Fututo” per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026

26–29 agosto (RESIDENZA)

11–13 settembre (restituzione)

Un’indagine sulle acque del Belìce, dove la crisi idrica si racconta come crisi dell’immaginazione.

Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, nell’ambito della rassegna Plenaria 2026, inserita all’interno del programma “Portami il Futuro” per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, ospita la terza residenza con Idrofuturi, progetto sperimentale e di ricerca artistica, di Noemi Pittalà e Filippo Gonnella, a cura di Giuseppe Maiorana. Un’indagine sul territorio che si articola in due fasi: una prima residenza dal 26 al 29 agosto, una seconda dall’11 al 13 settembre, nella Valle del Belìce, tra performance partecipativa e pratica d’archivio, attorno all’acqua come motore immaginativo.

Idrofuturi muove da un’ipotesi: che la crisi idrica sia anche una crisi dell’immaginazione. Prima ancora che nei fiumi e nelle falde, l’acqua manca nelle storie, nelle immagini e nelle parole per pensarla altrimenti. Le narrazioni disponibili lasciano intravedere solo scenari distopici, e un futuro che non si riesce a immaginare non si riesce nemmeno a desiderare. Il Belìce è il luogo per ribaltare questa impasse: la terra dove, negli anni, Danilo Dolci e Lorenzo Barbera fecero sì che l’acqua venisse prima immaginata collettivamente — nelle assemblee, nelle inchieste, negli scioperi alla rovescia, nella partecipazione — e solo dopo conquistata.

Il progetto si prefigge di lavorare come una sorta di archivio del futuro, un dispositivo che riunisce le comunità del territorio per registrare l’acqua che verrà. Si muove lungo tre azioni — archiviare, radunare, reincantare — che accompagnano il passaggio dal disincanto a un nuovo realismo magico, tenendo insieme la fantascienza di Ursula K. Le Guin e la maieutica di Danilo Dolci come strumenti per immaginare più opzioni di quante il presente ne conceda.

“Nel Belìce l’acqua ha sempre parlato due lingue: quella della mancanza e quella della lotta per immaginarne un uso diverso. – così dice Giuseppe Maiorana. Con Idrofuturi non partiamo dai dati sulla siccità, ma da un vuoto più sottile: quello delle narrazioni che ci mancano per pensare l’acqua altrimenti. In occasione di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea abbiamo voluto che questa tematica trovasse spazio proprio qui, per dare lettura a temi importanti per il nostro tempo attraverso la collaborazione con gli artisti, capaci di aprire immaginari dove i dati da soli non arrivano. Chiediamo a un territorio che ha già saputo immaginare collettivamente il proprio futuro — con Danilo Dolci, con le inchieste, con le assemblee — di tornare a farlo, questa volta guardando avanti. Non è un progetto sull’acqua che manca, ma su quella che ancora possiamo desiderare.”

La prima fase, dal 26 al 29 agosto, apre il campo.

Si comincia con l’archiviare: arrivo e ricognizione dei paesaggi dell’acqua, dalla diga al lago artificiale, dove l’acqua è insieme memoria e infrastruttura.

Segue il radunare, con Idromanzia del futuro, a Partanna: un’assemblea immaginativa sulle acque, un cerchio aperto in cui, attorno a una domanda sospesa tra memoria e futuro, le voci del territorio si intrecciano in una polifonia che dà forma all’archivio delle acque future.

Chiude questa fase un primo affondo nel reincantare: la festa come dispositivo, dove corpo, musica e parola provano l’uscita dalla crisi dell’immaginazione come trasferimento di una potenza condivisa.

Tra le due residenze si apre un tempo di sedimentazione: il materiale del territorio viene sintetizzato e restituito.

La seconda fase, dall’11 al 13 settembre, ne raccoglie i frutti e porta a compimento il dispositivo, riattivandolo la Valle di piazza in piazza, dal tramonto all’alba, a partire dal lago urbano di Gibellina.

Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026

Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 758 837 Belìce/EpiCentro

Questo 2026 sarà l’anno di “Gibellina Capitale dell’arte Contemporanea” (www.gibellina2026.it)

Come Belìce/EpiCentro della Memoria Viva saremo tra i protagonisti di questo ricco anno con attività culturali e progetti di partecipazione attiva ed educazione.

Con le nostre attività programmate proveremo a farvi riflettere su come le comunità potranno intervenire e rendersi partecipi per meglio costruirsi il proprio FUTURO.


da FEBBRAIO 2026

GenerAzioni Educative • GiGAedu
Coordinamento: Giuseppe Maiorana, in collaborazione con il GAL della Valle del Belìce
Programma esteso di laboratori rivolti a giovani e bambini nei comuni della Valle del Belìce. L’educazione all’arte viene intesa come esperienza di emancipazione collettiva: oltre la trasmissione verticale del sapere, nascono spazi di pensiero condiviso in cui lo sguardo si affina nell’incontro, il linguaggio si fa corpo e la comunità diventa laboratorio di senso. La città, le opere, il paesaggio non sono semplice sfondo ma sostanza viva: le persone che li abitano, in diverse forme di pubblico, sono protagoniste di narrazioni costruite insieme a mediatori e artisti, in un’ottica di apprendimento dal basso e di pratica dell’arte come strumento di libertà e trasformazione.

da MARZO 2026

Philippe Berson. Mummie
A cura di Gaetano Costa
In collaborazione con Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, l’artista parigino Philippe Berson sceglie Palermo e la Sicilia come sua nuova casa. Dopo un’esperienza come gioielliere per Christian Lacroix, si dedica alla scultura e alla performance, diventando un punto di riferimento per una generazione di artisti palermitani e figura centrale della scena creativa underground. Affascinato dal rapporto con la morte e dal grottesco delle Catacombe dei Cappuccini, Berson realizza un corpus di opere ispirate a quel contesto, in cui l’eleganza della sua formazione nel gioiello incontra la materia del corpo e del rito. La mostra presenta una sua installazione di grande rilievo, destinata a essere ospitata in modo permanente a Gibellina, affinché la sua opera, dopo la scomparsa prematura
dell’artista nel 2025, trovi una casa stabile nella memoria del territorio.

Rossana Taormina. Luce Residua
A cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte
Luce Residua è un’installazione luminosa e concettuale inedita, pensata per gli spazi sotterranei di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva. Tre neon a luce rossa, allestiti in uno scantinato spoglio, evocano un ambiente sospeso tra camera oscura e rovina, dove la luce diventa metafora della memoria che resiste al tempo, all’oblio e alle cancellazioni. L’opera riflette sul rapporto tra memoria, storia e archivio, trasformando lo spazio espositivo in uno scenario di soglia, in cui ciò che resta – la “luce residua” – illumina le tracce della storia comune.

PLENARIA 2026. Nuovi fermenti creativi per il futuro
A cura di Giuseppe Maiorana
Un ciclo di laboratori e percorsi partecipativi rivolti a scuole, famiglie e comunità della Valle del Belìce, finalizzati a rigenerare i luoghi attraverso pratiche artistiche contemporanee e azioni di cittadinanza attiva. Tre artiste in residenza – Iole Carollo con Storie a vista (marzo), Giuseppina Giordano con Playground Love (luglio), Noemi Pittalà e Filippo Gonnella con Siccità_pratiche di artivismo a Gibellina (ottobre) – lavorano su memoria/patrimonio, spazio pubblico e emergenza idrica, attivando processi di coinvolgimento diffuso.

SEGUITECI!

inaugurazione mostra “PROTESTE prima del FUTURO”

inaugurazione mostra “PROTESTE prima del FUTURO” 640 640 Belìce/EpiCentro

INAUGURAZIONE 5 DICEMBRE 2025 H17:00

PROTESTE prima del FUTURO

a cura di Giuseppe Maiorana

Inaugurazione: 5 dicembre 2025 • h 17:00
Durata: 5 dicembre 2025 – 28 febbraio 2026
Sede: Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, Gibellina

Belìce/EpiCentro della Memoria Viva si prepara ad accogliere PROTESTE prima del FUTURO, percorso espositivo che si inaugura venerdì 5 dicembre 2025 alle ore 17:00 e rimarrà aperto fino al 28 febbraio 2026. L’esposizione rappresenta un momento importante per presentare gli archivi fotografici e documenti anche in vista del programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, offrendo una riflessione urgente e necessaria sul rapporto tra arte, protesta e memoria.

Un progetto espositivo tra passato e contemporaneità

Il percorso espositivo nasce da una domanda tanto semplice quanto urgente: come restituire la densità emotiva e politica di un’epoca attraverso l’immagine fotografica? Come far risuonare, all’interno dello spazio espositivo contemporaneo, il clamore di piazze che non esistono più, la rabbia di comunità che chiedevano semplicemente di esistere? La mostra indaga dunque il passato a partire dal dissenso della protesta degli anni ’70, dai movimenti di piazza alla guerriglia urbana, dall’esplosione delle tensioni sociali alla rabbia di comunità che chiedevano di essere ascoltate.

“Proteste prima del futuro” presenta immagini di fotografi e agenzie fotografiche che hanno documentato con sguardo critico e partecipe alcuni dei momenti più significativi della storia italiana recente: Toni Nicolini, Harry Lapow, Bruna Amico Polimeri, Letizia Battaglia, Franco Scafidi, Agenzia Labruzzo e Agenzia Publifoto.

Le immagini in mostra occupano lo spazio in formati medio e grandi, restituendo la massiccia presenza di quella mobilitazione fatta di corpi, cartelli, slogan che riempivano i marciapiedi e le strade. Non sono semplici prove documentarie, ma vere e proprie opere d’arte capaci di catturare emozioni, determinazioni, sogni comuni e speranze collettive. Attraverso teleobiettivi e grandangoli, questi fotografi hanno colto dal basso la dimensione umana della storia, alternando scatti in bianco e nero che riecheggiano echi di reportage storici a composizioni più contemporanee.

Questa mostra non intende celebrare nostalgie ma interrogare il presente attraverso la lente del passato. Le fotografie d’archivio documentano un’epoca in cui il dissenso era visibile, collettivo e organizzato, in cui la protesta si manifestava come esigenza etica e politica. In un momento storico di crescente individualismo e frammentazione del dibattito pubblico, “PROTESTE prima del FUTURO” invita a riflettere sulla capacità della fotografia di farsi strumento di testimonianza, narrazione e memoria critica.

Come sottolinea il curatore Giuseppe Maiorana questi scatti guardano avanti, immaginando un paese diverso, più giusto. La protesta che documentano non è solo denuncia ma anche speranza, costruzione di un futuro possibile. Quale manifestazione potrebbe oggi eguagliare quella densità, quell’energia, quel desiderio di cambiamento radicale? Questa domanda attraversa l’intera esposizione, sollecitando lo spettatore a confrontarsi con la propria contemporaneità.


Orari: da martedì a domenica ore 9.30-13:00 e 15.30-19:00 (su prenotazione)
Ingresso: 3 euro

 

Per ulteriori informazioni, contattare:

direzione@epicentrobelice.net

www.epicentrobelice.net + 39 0924 69000

instagram: @belicepicentro • facebook: @belicepicentro

Orari di visita: da martedì a domenica dalle ore 9.30/13.00 e dalle ore 15.30 alle 18.30

Viale Empedocle 7/A – 91024 – Gibellina

SCARICA il book di “Proteste prima del Futuro”

 

 

“GOMMAPANE” di Manlio Sacco

“GOMMAPANE” di Manlio Sacco 2070 1024 Belìce/EpiCentro
Le opere di Manlio Sacco per Gommapane.
Così l’arte contemporanea celebra la tradizione della Festa di San Giuseppe
Inaugurazione domenica 17 marzo 2024, h18:30
Sistema Museale di Salemi
Ex Collegio dei Gesuiti – Sez. Arte Sacra
Un dialogo tra immaginazione, tradizione e realtà, è ciò da cui prende vita “Gommapane“, il progetto ideato dall’artista Manlio Sacco e dal curatore Giuseppe Maiorana, che verrà presentato domenica 17 marzo, alle ore 18 e 30 nella sede del Sistema Museale di Salemi (sezione Arte sacra) presso l’ex Collegio dei Gesuiti, nell’ambito del vasto programma della Festa di San Giuseppe – Contemporanea tradizione, messo a punto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Venuti.

E proprio partendo dal significato della Festa di San Giuseppe, per aggiungervi un nuovo senso legato alla contemporaneità, si sviluppa il progetto di Gommapane, realizzato da Belìce/Epicentro della Memoria Viva – Ets, con la collaborazione dell’assessorato alla Cultura della Città di Salemi, ed Ecomuseo del Grano e del Pane, offrendo uno sguardo profondo all’interno dell’animo umano, a partire da un rito antico come quello della panificazione, al centro delle celebrazioni in onore di San Giuseppe, in occasione delle quali vengono allestiti altari votivi riccamente imbanditi con pani di varie forme.
Dall’incontro con la comunità locale, che rinforza ogni anno il suo legame con una tradizione fortemente sentita, scaturisce quindi il lavoro di Manlio Sacco, che esplora il valore simbolico del pane, attraverso un trittico di opere realizzate con l’uso della tecnica a carboncino: Attesa, Risveglio, Ascolto, a scandire una ritualità tuttora attualissima.
“Attesa”, ci pone davanti la raffigurazione di una veste bianca sospesa, come simbolo di quella luce e purezza che ci riconduce a Cristo, e la presenza di un piccolo simulacro dedicato a San Giuseppe, posto alla base, che evoca un senso di sacralità e aspettativa; “Risveglio”, in cui l’attenzione viene catturata dallo sguardo insistente di una cerva, che ci rigenera, ci lega e ci ricongiunge alle nostre radici culturali, rappresentate dalla presenza di un piccolo pane rituale della tradizione locale, a significare un imminente risveglio spirituale condiviso; “Ascolto”, si caratterizza per la presenza di un grande fiore di gelsomino che trasmette un messaggio di apertura, felicità e connessione con la comunità, che invita alla contemplazione, al rispetto e alla partecipazione attiva.
“Questi tre lavori ci emozionano e ci fanno riflettere anche grazie alla maestria con cui sono stati realizzati, mettendo in evidenza il talento e la sensibilità di Manlio Sacco – spiega il curatore Giuseppe Maiorana – La mostra non solo celebra il pane, la festa e la comunità, ma vuole dare continuità a quel dialogo che nel corso di questi anni diversi artisti hanno avviato a Salemi, contribuendo alla riflessione sulla tradizione e sul futuro della stessa, arricchendo così il panorama artistico con una nuova ed inedita prospettiva carica di significato e di bellezza”.
“Salemi si conferma punto di riferimento per l’arte contemporanea – dice il sindaco Domenico Venuti – Gommapane si inserisce perfettamente nel solco delle altre estemporanee realizzate dall’Ecomuseo del Grano e del Pane. La tradizione incontra l’arte e consente ai visitatori di cogliere nuove sfaccettature del pane rituale che ha reso celebre Salemi nel mondo. Per questo accogliamo con entusiasmo il lavoro di Manlio Sacco, in una settimana significativa per la nostra città come quella dedicata alla Festa di San Giuseppe. Complimenti anche al curatore della mostra, Giuseppe Maiorana – conclude Venuti – Salemi si conferma ancora una volta un punto d’appoggio importante per l’arte nella Sicilia occidentale”.

Apertura Polo Museale: da martedì a domenica dalle ore 10.30 alle 13.30  e dalle 15.30 alle ore 18,30

Manlio Sacco, nato a Palermo il 2 aprile 1978, è docente di Grafica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Palermo, città in cui vive e lavora. La sua ricerca si muove fra la pittura, il disegno e la stampa d’arte, in una trasposizione del reale che pone la rivisitazione poetica ed esistenziale come fulcro della sua creazione.

“Secondo luogo” di Andrea Marchese / 9 Febbraio/ 10 Marzo 2024

“Secondo luogo” di Andrea Marchese / 9 Febbraio/ 10 Marzo 2024 1984 1908 Belìce/EpiCentro

> SECONDO APPUNTAMENTO / in residenza <

“Secondo luogo” di Andrea Marchese

dal 9 febbraio 2023 al 10 marzo 2024

Gibellina (TP) – Continuano le attività della programmazione “Plenaria: nuovi fermenti creativi per Belìce/EpiCentro della Memoria Viva”, un un ciclo di appuntamenti e attività, curate dal direttore Giuseppe Maiorana, e che vedrà la presenza di quattro artisti in residenza: tre progetti fotografici e una grafica/pittorica che si alterneranno sino a giugno 2024. “Plenaria” si propone di creare un dialogo profondo tra l’arte e il pubblico, stimolando la riflessione su tematiche fondamentali di nostra attualità.

I progetti di residenza sollecitano emozioni, sensibilizzano e promuovono una maggiore consapevolezza sulle migrazioni, la sostenibilità e i paesaggi materiali e umani da tutelare e archiviare.

Il prossimo appuntamento. che verrà inaugurato il 9 febbraio 2024 alle ore 18.30, sarà il progetto fotografico “Secondo luogo” di Andrea Marchese che indaga la relazione tra paesaggio interiore e paessagio esteriore. La contaminazione della natura si incontra con il suo archetipo fino a svanire nel tempo, dove solo una rimembranza delle sue tracce ci lascia sospesi, come in attesa, alla ricerca di un altrove.

Andrea Marchese così dice il direttore e curatore Giuseppe Maiorana – nei suoi scatti ci fornisce la sua necessità di raccontare lo spazio limite e l’orizzonte; indaga posti ‘altri’, quasi nascosti in cui si potrebbero inscenare storie cinematografiche ancora non raccontate.

Nei mesi successivi seguiranno i progetti di Manlio Sacco, attraverso “L’Isola”, ci guiderà in un viaggio lento, solitario, disegnato, cromatico e riflessivo tra cetacei incantevoli e suggestioni poetiche. Infine, VacuaMoenia presenteranno “La Sicilia aveva perduto la voce “, un’opera che invita a riflettere sui movimenti umani e sociali prima degli eventi sismici che hanno stravolto, inevitabilmente, il percorso della Valle del Belìce. L’esposizione si terrà presso gli spazi di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva a Gibellina e sino al 10 marzo secondo i seguenti orari: martedì-domenica dalle ore 9.30/13.00 e dalle ore 15.30/18.30; www.epicentrobelice.net.

Sono partner della programmazione il Comune di Gibellina, il CRESM, la Pro Loco di Gibellina e la Rete Museale e Naturale Belicina.

Main sponsor: Azienda Agricola di Giuseppe Palazzolo, di Salaparuta.

> Andrea Marchese (Caltanissetta, 1984) è un regista e artista visivo.
Attraverso il cinema e la fotografia, alla ricerca di equilibrio e contraddizione, costruisce una realtà intima in cui i confini logici sfumano, lasciando spazio alla visione poetica delle forme. Il suo lavoro estetico s’intreccia con la ricerca di processi partecipativi, dove l’atto creativo in sé travalica il suo significato. Malinconia, immaginario, non-sense, ironia, ricerca estetica sono elementi essenziali del suo lavoro.

 

Urrà… for Christmas

Urrà… for Christmas 1170 937 Belìce/EpiCentro

“Urrà… for Christmas” 19, 23 e 29 dicembre… a PARTANNA!

Tre appuntamenti per mantenere attiva, anche durante le feste natalizie, la nostra fantasia.
Vi aspettiamo a Partanna il:
> 19 dicembre
Palestra Scuola Santa Lucia
h 17.00
con laboratorio di circo e
SPETTACOLO DI TEATRO/CIRCO
“Chiquitin Circus”
di e con Elisa Di Cristoforo
in collaborazione
con Associazione Culturale Kiklos
> 23 dicembre:
Ex Monastero delle Benedettine/Biblioteca
ore 17.00
PRESENTAZIONE LIBRO
“Album della città del sud..” ed. Torre del Vento
di Alberto Nicolino
e illustrazioni di Roberto Speziale
a seguire Laboratorio*
> 29 dicembre
Palestra Scuola Santa Lucia
ore 17.30
SPETTACOLO DI NARRAZIONE
“Mondo straordinario”
di e con Marcella Vaccarino
a seguire Laboratorio*
I laboratori e gli spettacoli sono gratuiti e su prenotazione.

Attività didattiche 2022/23

Attività didattiche 2022/23 1956 1378 Belìce/EpiCentro

Ritornano le nostre attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado.

Scarica il book… e contattaci!

 

SAVE THE DATE! Festival Visioni notturne Sostenibili 2020

SAVE THE DATE! Festival Visioni notturne Sostenibili 2020 2540 1266 Belìce/EpiCentro

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