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Architetture segrete – Andrea Polichetti – 13 settembre 2026

Architetture segrete – Andrea Polichetti – 13 settembre 2026 2560 1440 Belìce/EpiCentro

ARCHITETTURE SEGRETE di Andrea Polichetti

a cura di Progetto Matéria ETS – Alessandro Messina e Valentino Danilo Matteis

Nell’ambito di Plenaria 2026, rassegna culturale di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, inserita nella programmazione “Portami il Futuro”

per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026

Giardino Segreto 1 — Gibellina

13 settembre 2026, ore 18.30

dal 13 settembre al 31 ottobre

Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, nell’ambito della rassegna Plenaria 2026, inserita all’interno del programma “Portami il Futuro” per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, inaugura Domenica 13 settembre 2026, alle ore 18.30, al Giardino Segreto 1 di Gibellina, Architetture Segrete, un progetto di Andrea Polichetti che mette in relazione le sue opere in ferro con l’architettura di Francesco Venezia e con i frammenti provenienti dalla città originaria, a cura di Progetto Materia ETS, Alessandro Messina e Valentino Danilo Matteis.

Il Giardino Segreto 1 appare come una casa che ha rinunciato al tetto per lasciare entrare il cielo: muri, archi, colonne e frammenti di pietra compongono uno spazio in cui ogni elemento è stato separato dal proprio uso originario. Gli archi non sostengono più un edificio, le colonne non reggono un peso: il luogo sospende il significato abituale degli oggetti e lascia che la materia parli un’altra lingua.

In questo scenario, le opere di Polichetti non si aggiungono a un’architettura conclusa, ma proseguono il ragionamento del giardino stesso. Il punto d’incontro è lo spolium: l’elemento sottratto a una costruzione precedente e trasferito in un nuovo ordine, capace di unire tempi diversi senza cancellarne la distanza. Venezia ha accolto nel giardino frammenti e ruderi — tra cui cinque archi di spoglio rimontati nei muri di arenaria — costruendo soglie che rallentano il passo e affinano lo sguardo. Polichetti risponde con un materiale diverso: il tondino di ferro, di solito nascosto nel cemento, emerge in superficie e diventa linea, dando forma a colonne, profili e figure permeabili, presenti e assenti insieme.

Tra l’arco e la linea si crea così una relazione precisa: l’uno liberato dal peso che sosteneva, l’altro dalla massa che avrebbe dovuto rinforzare. La pietra porta il peso di ciò che è sopravvissuto, il ferro la leggerezza di rovine venute da un tempo futuro. Ad abitare gli spazi tra archi, muri e piante sono anche alcune presenze che l’artista chiama genius loci: non raccontano una storia precisa, ma custodiscono una soglia e invitano a uno sguardo più attento.

Luce e tempo diventano parte dell’opera: pietra lavica, arenaria, tufo e ferro cambiano aspetto nel corso della giornata, mentre le sculture proiettano sui muri immagini instabili. La conservazione, qui, non è una forma sottratta al divenire, ma la possibilità per i materiali di entrare in nuove relazioni.

Architetture Segrete nasce in questa sospensione: Venezia dà al frammento un luogo, Polichetti dà al vuoto una figura. Il segreto non è un oggetto nascosto tra i resti, ma la relazione che per un istante rende inseparabili pietra e ferro, frammento e figura, ombra e muro.

Idrofuturi di Noemi Pittalà e Filippo Gonnella – 13 settembre 2026

Idrofuturi di Noemi Pittalà e Filippo Gonnella – 13 settembre 2026 1290 710 Belìce/EpiCentro

IDROFUTURI di Noemi Pittalà e Filippo Gonnella

a cura di Giuseppe Maiorana

Nell’ambito di Plenaria 2026, rassegna culturale di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, inserita nella programmazione Portami il Fututo” per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026

26–29 agosto (RESIDENZA)

11–13 settembre (restituzione)

Un’indagine sulle acque del Belìce, dove la crisi idrica si racconta come crisi dell’immaginazione.

Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, nell’ambito della rassegna Plenaria 2026, inserita all’interno del programma “Portami il Futuro” per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, ospita la terza residenza con Idrofuturi, progetto sperimentale e di ricerca artistica, di Noemi Pittalà e Filippo Gonnella, a cura di Giuseppe Maiorana. Un’indagine sul territorio che si articola in due fasi: una prima residenza dal 26 al 29 agosto, una seconda dall’11 al 13 settembre, nella Valle del Belìce, tra performance partecipativa e pratica d’archivio, attorno all’acqua come motore immaginativo.

Idrofuturi muove da un’ipotesi: che la crisi idrica sia anche una crisi dell’immaginazione. Prima ancora che nei fiumi e nelle falde, l’acqua manca nelle storie, nelle immagini e nelle parole per pensarla altrimenti. Le narrazioni disponibili lasciano intravedere solo scenari distopici, e un futuro che non si riesce a immaginare non si riesce nemmeno a desiderare. Il Belìce è il luogo per ribaltare questa impasse: la terra dove, negli anni, Danilo Dolci e Lorenzo Barbera fecero sì che l’acqua venisse prima immaginata collettivamente — nelle assemblee, nelle inchieste, negli scioperi alla rovescia, nella partecipazione — e solo dopo conquistata.

Il progetto si prefigge di lavorare come una sorta di archivio del futuro, un dispositivo che riunisce le comunità del territorio per registrare l’acqua che verrà. Si muove lungo tre azioni — archiviare, radunare, reincantare — che accompagnano il passaggio dal disincanto a un nuovo realismo magico, tenendo insieme la fantascienza di Ursula K. Le Guin e la maieutica di Danilo Dolci come strumenti per immaginare più opzioni di quante il presente ne conceda.

“Nel Belìce l’acqua ha sempre parlato due lingue: quella della mancanza e quella della lotta per immaginarne un uso diverso. – così dice Giuseppe Maiorana. Con Idrofuturi non partiamo dai dati sulla siccità, ma da un vuoto più sottile: quello delle narrazioni che ci mancano per pensare l’acqua altrimenti. In occasione di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea abbiamo voluto che questa tematica trovasse spazio proprio qui, per dare lettura a temi importanti per il nostro tempo attraverso la collaborazione con gli artisti, capaci di aprire immaginari dove i dati da soli non arrivano. Chiediamo a un territorio che ha già saputo immaginare collettivamente il proprio futuro — con Danilo Dolci, con le inchieste, con le assemblee — di tornare a farlo, questa volta guardando avanti. Non è un progetto sull’acqua che manca, ma su quella che ancora possiamo desiderare.”

La prima fase, dal 26 al 29 agosto, apre il campo.

Si comincia con l’archiviare: arrivo e ricognizione dei paesaggi dell’acqua, dalla diga al lago artificiale, dove l’acqua è insieme memoria e infrastruttura.

Segue il radunare, con Idromanzia del futuro, a Partanna: un’assemblea immaginativa sulle acque, un cerchio aperto in cui, attorno a una domanda sospesa tra memoria e futuro, le voci del territorio si intrecciano in una polifonia che dà forma all’archivio delle acque future.

Chiude questa fase un primo affondo nel reincantare: la festa come dispositivo, dove corpo, musica e parola provano l’uscita dalla crisi dell’immaginazione come trasferimento di una potenza condivisa.

Tra le due residenze si apre un tempo di sedimentazione: il materiale del territorio viene sintetizzato e restituito.

La seconda fase, dall’11 al 13 settembre, ne raccoglie i frutti e porta a compimento il dispositivo, riattivandolo la Valle di piazza in piazza, dal tramonto all’alba, a partire dal lago urbano di Gibellina.

Quarta edizione “Urrà! in transit” – 25/26/27 agosto 2026 Partanna

Quarta edizione “Urrà! in transit” – 25/26/27 agosto 2026 Partanna 786 782 Belìce/EpiCentro

Urrà! quinta edizione Vita (TP)

Urrà! quinta edizione Vita (TP) 906 1279 Belìce/EpiCentro

URRÀ! Minifestival | fantasia, storie e saltimbanchi – ed. 5

Corpi creativi, comunità da abitare

Vita, 27-28 luglio 2026

Torna a Vita URRÀ! Minifestival – fantasia, storie e saltimbanchi, giunto alla sua quinta edizione. Il tema di quest’anno, “Corpi creativi, comunità da abitare”, guida una due giorni dedicata ai linguaggi dell’infanzia, dell’adolescenza e non solo attraverso laboratori artistici, narrazione, teatro di figura e circo contemporaneo.

La direzione artistica è di Giuseppe Maiorana, in collaborazione con Pro Loco Vitese, Belìce Epicentro della Memoria Viva ETS, Associazione Kiklos, Piccolo Teatro Patafisico e Libreria Dudi_Palermo.

Il programma

Lunedì 27 luglio. La giornata si apre al Parco Vincenzo Renda con l’accoglienza e i laboratori Spremute d’artista (per tutti, con Valentina Caradonna, in collaborazione con C.S.R AIAS Salemi, Circolo Legambiente “Valle del Belìce” e Associazione Spazio Libero) e Il mare in sacca (4-6 anni, con Franca e Rosa Pampalone). Al Giardino della Pro Loco, Caterina Marsala conduce Cantastorie per un giorno (7-12 anni). Nel pomeriggio, la Biblioteca comunale ospita la presentazione dell’album illustrato General Zucchina di Matilde Bucca e Mariangela Ledonne (ed. Kalòs). Il parco si anima poi con la restituzione del laboratorio di cantastorie e, in serata, con lo spettacolo di burattini Bianca Cipudda, firmato dal Teatro degli Spiriti – Piccolo Teatro Patafisico con Vito Bartucca e Salvino Calatabiano.

Martedì 28 luglio. Dopo l’accoglienza, spazio ai laboratori: torna Spremute d’artista e debutta Tracce d’anima: i corpi raccontano con Valentina Scavuzzo (5-10 anni), al Giardino della Pro Loco. Alle 16:30, la Biblioteca comunale presenta il secondo album illustrato della rassegna, Se fossi un animale… vorrei essere un Jack Russal di Angelica Aspanò e Giusy Renda (Youcanprint). In serata, il Parco Vincenzo Renda ospita Il pescatore e la sirena, spettacolo di narrazione di e con Dario Frasca (produzione Piccolo Teatro Patafisico), liberamente ispirato a La sirena di Palermo di Gianni Rodari, a partire dai 5 anni. Il festival si chiude al Parco Giochi con il circo contemporaneo di Ci vuole calma, di e con Gianmarco Amato (Associazione Culturale Kiklos).

Informazioni utili

La partecipazione ai laboratori è gratuita ma è necessaria la prenotazione tramite il form disponibile online: https://forms.gle/bm69z25t1PfQG6CX9

URRÀ! Minifestival ed. 5 è realizzato con il sostegno del Comune di Vita – Assessorato alla Cultura e Assessorato allo Sport, Turismo e Spettacolo.

Evento inserito nell’ambito di Gibellina OFF – Gibellina capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026

con il sostegno di

Comune di Vita

Assessorato alla Cultura

Assessorato allo Sport, Turismo e Spettacolo

Inaugurazione Giuseppina Giordano “PLAYGROUND_LOVE. Autostrada di corvi e orizzonti arcobaleno” 04/07/2026

Inaugurazione Giuseppina Giordano “PLAYGROUND_LOVE. Autostrada di corvi e orizzonti arcobaleno” 04/07/2026 940 670 Belìce/EpiCentro

Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

PORTAMI IL FUTURO
presenta
Giuseppina Giordano, PLAYGROUND LOVE / AUTOSTRADA DI CORVI E ORIZZONTI ARCOBALENO

a cura di Giuseppe Maiorana

Nell’ambito di PLENARIA26. Nuovi fermenti creativi per il Futuro
Belìce/EpiCentro della Memoria Viva — Gibellina

4 luglio 2026, ore 19:30

Sabato 4 luglio 2026, alle ore 19:30, Belìce/EpiCentro della Memoria Viva di Gibellina inaugura Playground LOVE con Autostrada di corvi e orizzonti arcobaleno, il progetto di residenza artistica di Giuseppina Giordano realizzato nell’ambito di PLENARIA26. Nuovi fermenti creativi per il Futuro, il programma espositivo curato da Giuseppe Maiorana e promosso da Belìce/EpiCentro della Memoria Viva  all’interno del palinsesto di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.
La mostra nasce da una visione precisa: lungo l'asse autostradale tra Mazara del Vallo e Gibellina, una moltitudine di corvi posati su un ponte e un arcobaleno geometricamente perfetto si condensano in un'immagine-soglia nella quale si intrecciano perdita, trasformazione e memoria del Belìce. A partire da questa immagine, Giordano ha lavorato con le scuole della città e del territorio, invitando i bambini a tradurre graficamente il titolo del progetto. I disegni realizzati sono stati successivamente riletti come tavole di un TAT (Thematic Apperception Test) e utilizzati come dispositivi di attivazione narrativa durante una serie di interviste agli abitanti, incentrate sul tema dell’amore.
«Questo progetto ci ha chiesto di rinunciare alla funzione consueta dello spazio», dichiara il direttore Giuseppe Maiorana. «Belìce/EpiCentro non è più un contenitore museale: diventa esso stesso opera, involucro in attesa, qualcosa che non è ancora arrivato a destinazione. Chi entra è chiamato a scartare, metaforicamente, per scoprire cosa si nasconde dentro».

Lo spazio espositivo si trasforma radicalmente. Rivestito di pluriball e materiali da imballaggio e attraversato dal suono di un giradischi, accoglie una poltrona da psicoterapia sdoppiata — soglia simbolica del dialogo tra artista e comunità — e un video in cui il viaggio intimo di Giordano si intreccia alle biografie degli abitanti.
«L’obiettivo non è la ricostruzione storiografica del passato», aggiunge Maiorana. «Ci interessa piuttosto generare un cortocircuito intergenerazionale, mettendo di fronte agli stessi stimoli chi ha vissuto il terremoto e chi è nato decenni dopo, per osservare come la memoria traumatica possa produrre nuove traiettorie di futuro».
Playground LOVE è uno dei progetti di PLENARIA26. Nuovi fermenti creativi per il Futuro, programma espositivo promosso da Belìce/EpiCentro della Memoria Viva nell’ambito di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Il programma è realizzato in collaborazione con CRESM, Pro Loco di Gibellina, UNPLI Trapani e Rete Museale e Naturale Belicina.
La mostra sarà visitabile fino al 6 settembre 2026.

Inaugurazioni per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 – 19 aprile

Inaugurazioni per Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 – 19 aprile 2560 1307 Belìce/EpiCentro

Nell’ambito del programma di Gibellina Capitale dell’arte Contemporanea, domenica 19 aprile alle ore 18:00 all’interno dei nostri spazi museali, , s’inaugurano le installazioni: “Luce Residua” di Rossana Taormina (a cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte) e “Mummie” di Philippe Berson (a cura di Gaetano Costa). “Luce Residua” è un’installazione luminosa pensata per gli spazi sotterranei del museo in cui tre neon rossi evocano un ambiente sospeso in cui la luce è metafora della memoria che resiste al tempo. L’opera riflette sul rapporto tra memoria, storia e archivio, trasformando lo spazio in soglia, luogo in cui ciò che resta continua a illuminare una storia comune. “Mummie”, invece, è opera di Berson, artista francese che, alla fine degli anni ’90, scelse la Sicilia come nuova casa, diventando un punto di riferimento della scena creativa underground e di una generazione di artisti siciliani. L’opera esposta sarà destinata a rimanere, in forma permanente, a Gibellina. Contestualmente all’inaugurazione delle due installazioni si terrà la restituzione e l’inaugurazione di “Storie a vista” di Iole Carollo, l’artista che nelle settimane scorse ha tenuto una residenza artistica proprio a Belice/EpiCentro con la partecipazione della comunità.

 

www.gibellina2026.it

Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026

Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 758 837 Belìce/EpiCentro

Questo 2026 sarà l’anno di “Gibellina Capitale dell’arte Contemporanea” (www.gibellina2026.it)

Come Belìce/EpiCentro della Memoria Viva saremo tra i protagonisti di questo ricco anno con attività culturali e progetti di partecipazione attiva ed educazione.

Con le nostre attività programmate proveremo a farvi riflettere su come le comunità potranno intervenire e rendersi partecipi per meglio costruirsi il proprio FUTURO.


da FEBBRAIO 2026

GenerAzioni Educative • GiGAedu
Coordinamento: Giuseppe Maiorana, in collaborazione con il GAL della Valle del Belìce
Programma esteso di laboratori rivolti a giovani e bambini nei comuni della Valle del Belìce. L’educazione all’arte viene intesa come esperienza di emancipazione collettiva: oltre la trasmissione verticale del sapere, nascono spazi di pensiero condiviso in cui lo sguardo si affina nell’incontro, il linguaggio si fa corpo e la comunità diventa laboratorio di senso. La città, le opere, il paesaggio non sono semplice sfondo ma sostanza viva: le persone che li abitano, in diverse forme di pubblico, sono protagoniste di narrazioni costruite insieme a mediatori e artisti, in un’ottica di apprendimento dal basso e di pratica dell’arte come strumento di libertà e trasformazione.

da MARZO 2026

Philippe Berson. Mummie
A cura di Gaetano Costa
In collaborazione con Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, l’artista parigino Philippe Berson sceglie Palermo e la Sicilia come sua nuova casa. Dopo un’esperienza come gioielliere per Christian Lacroix, si dedica alla scultura e alla performance, diventando un punto di riferimento per una generazione di artisti palermitani e figura centrale della scena creativa underground. Affascinato dal rapporto con la morte e dal grottesco delle Catacombe dei Cappuccini, Berson realizza un corpus di opere ispirate a quel contesto, in cui l’eleganza della sua formazione nel gioiello incontra la materia del corpo e del rito. La mostra presenta una sua installazione di grande rilievo, destinata a essere ospitata in modo permanente a Gibellina, affinché la sua opera, dopo la scomparsa prematura
dell’artista nel 2025, trovi una casa stabile nella memoria del territorio.

Rossana Taormina. Luce Residua
A cura di Giuseppe Maiorana e Vito Chiaramonte
Luce Residua è un’installazione luminosa e concettuale inedita, pensata per gli spazi sotterranei di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva. Tre neon a luce rossa, allestiti in uno scantinato spoglio, evocano un ambiente sospeso tra camera oscura e rovina, dove la luce diventa metafora della memoria che resiste al tempo, all’oblio e alle cancellazioni. L’opera riflette sul rapporto tra memoria, storia e archivio, trasformando lo spazio espositivo in uno scenario di soglia, in cui ciò che resta – la “luce residua” – illumina le tracce della storia comune.

PLENARIA 2026. Nuovi fermenti creativi per il futuro
A cura di Giuseppe Maiorana
Un ciclo di laboratori e percorsi partecipativi rivolti a scuole, famiglie e comunità della Valle del Belìce, finalizzati a rigenerare i luoghi attraverso pratiche artistiche contemporanee e azioni di cittadinanza attiva. Tre artiste in residenza – Iole Carollo con Storie a vista (marzo), Giuseppina Giordano con Playground Love (luglio), Noemi Pittalà e Filippo Gonnella con Siccità_pratiche di artivismo a Gibellina (ottobre) – lavorano su memoria/patrimonio, spazio pubblico e emergenza idrica, attivando processi di coinvolgimento diffuso.

SEGUITECI!

inaugurazione mostra “PROTESTE prima del FUTURO”

inaugurazione mostra “PROTESTE prima del FUTURO” 640 640 Belìce/EpiCentro

INAUGURAZIONE 5 DICEMBRE 2025 H17:00

PROTESTE prima del FUTURO

a cura di Giuseppe Maiorana

Inaugurazione: 5 dicembre 2025 • h 17:00
Durata: 5 dicembre 2025 – 28 febbraio 2026
Sede: Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, Gibellina

Belìce/EpiCentro della Memoria Viva si prepara ad accogliere PROTESTE prima del FUTURO, percorso espositivo che si inaugura venerdì 5 dicembre 2025 alle ore 17:00 e rimarrà aperto fino al 28 febbraio 2026. L’esposizione rappresenta un momento importante per presentare gli archivi fotografici e documenti anche in vista del programma di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, offrendo una riflessione urgente e necessaria sul rapporto tra arte, protesta e memoria.

Un progetto espositivo tra passato e contemporaneità

Il percorso espositivo nasce da una domanda tanto semplice quanto urgente: come restituire la densità emotiva e politica di un’epoca attraverso l’immagine fotografica? Come far risuonare, all’interno dello spazio espositivo contemporaneo, il clamore di piazze che non esistono più, la rabbia di comunità che chiedevano semplicemente di esistere? La mostra indaga dunque il passato a partire dal dissenso della protesta degli anni ’70, dai movimenti di piazza alla guerriglia urbana, dall’esplosione delle tensioni sociali alla rabbia di comunità che chiedevano di essere ascoltate.

“Proteste prima del futuro” presenta immagini di fotografi e agenzie fotografiche che hanno documentato con sguardo critico e partecipe alcuni dei momenti più significativi della storia italiana recente: Toni Nicolini, Harry Lapow, Bruna Amico Polimeri, Letizia Battaglia, Franco Scafidi, Agenzia Labruzzo e Agenzia Publifoto.

Le immagini in mostra occupano lo spazio in formati medio e grandi, restituendo la massiccia presenza di quella mobilitazione fatta di corpi, cartelli, slogan che riempivano i marciapiedi e le strade. Non sono semplici prove documentarie, ma vere e proprie opere d’arte capaci di catturare emozioni, determinazioni, sogni comuni e speranze collettive. Attraverso teleobiettivi e grandangoli, questi fotografi hanno colto dal basso la dimensione umana della storia, alternando scatti in bianco e nero che riecheggiano echi di reportage storici a composizioni più contemporanee.

Questa mostra non intende celebrare nostalgie ma interrogare il presente attraverso la lente del passato. Le fotografie d’archivio documentano un’epoca in cui il dissenso era visibile, collettivo e organizzato, in cui la protesta si manifestava come esigenza etica e politica. In un momento storico di crescente individualismo e frammentazione del dibattito pubblico, “PROTESTE prima del FUTURO” invita a riflettere sulla capacità della fotografia di farsi strumento di testimonianza, narrazione e memoria critica.

Come sottolinea il curatore Giuseppe Maiorana questi scatti guardano avanti, immaginando un paese diverso, più giusto. La protesta che documentano non è solo denuncia ma anche speranza, costruzione di un futuro possibile. Quale manifestazione potrebbe oggi eguagliare quella densità, quell’energia, quel desiderio di cambiamento radicale? Questa domanda attraversa l’intera esposizione, sollecitando lo spettatore a confrontarsi con la propria contemporaneità.


Orari: da martedì a domenica ore 9.30-13:00 e 15.30-19:00 (su prenotazione)
Ingresso: 3 euro

 

Per ulteriori informazioni, contattare:

direzione@epicentrobelice.net

www.epicentrobelice.net + 39 0924 69000

instagram: @belicepicentro • facebook: @belicepicentro

Orari di visita: da martedì a domenica dalle ore 9.30/13.00 e dalle ore 15.30 alle 18.30

Viale Empedocle 7/A – 91024 – Gibellina

SCARICA il book di “Proteste prima del Futuro”

 

 

Torna la quarta edizione del minifestival “Urrà! Fantasia, storie e saltimbanchi” nel comune di Vita il 28 e 29 luglio

Torna la quarta edizione del minifestival “Urrà! Fantasia, storie e saltimbanchi” nel comune di Vita il 28 e 29 luglio 1156 2052 Belìce/EpiCentro

 

Il paese di Vita si prepara ad accogliere la quarta edizione di “Urrà! Fantasia, storie e saltimbanchi”, il minifestival dedicato ai bambini e alle famiglie che animerà gli spazi cittadini il 28 e 29 luglio 2025.

Due giorni di spettacoli, laboratori creativi, narrazioni e momenti di condivisione trasformeranno Vita in un palcoscenico a cielo aperto, dove l’arte e la cultura si fondono con il gioco e la meraviglia per rinnovare lo spirito dell’infanzia e non solo.

La manifestazione prenderà il via lunedì 28 luglio alle ore 10:00 con l’accoglienza nel Giardino della Pro Loco. Tra i momenti più attesi della giornata, i laboratori creativi per bambini: “Le Souhait du Coeur” con Valentina Scavuzzo per i più piccoli (5-8 anni) e “Cunti n’ta Valigia”, un percorso sui racconti popolari con la tecnica del Kamishibai a cura di Caterina Marsala peri bambini dai 9 ai 12 anni.

Il pomeriggio sarà dedicato alle presentazioni letterarie con l’albo illustrato “Il Buco nel Calzino” di Salvino Calatabiano e Valeria Angelini, mentre la serata si chiuderà con “Raperonzolo”, uno spettacolo che vedrà protagonisti il narratore Vito Bartucca e il burattinaio Salvino Calatabiano, in una produzione del Teatro degli Spiriti e Piccolo Teatro Patafisico. Martedì 29 luglio il programma si arricchisce ulteriormente con laboratori come “lo Pinocchio” con Marcella Vaccarino e Giacomo Guarneri di teatro/narrazione, e “Corpi/Città” con Giuseppe Maiorana che porterà i ragazzi alla scoperta del centro storico.

Tra i momenti clou della seconda giornata, lo spettacolo di circo “Con-tatto” di Fabrizio Campo e la narrazione “L’Isola Desiderata” di Dario Muratore, prodotto da Genia Costa Sud in collaborazione con EcoMuseo Mare Memoria Viva. La giornata culminerà con la presentazione del libro illustrato “Una Storia Illustrata della Valle del Belice: per una Anatomia della Dis-obbedienza” di Giuseppe Maiorana e Simone Ferrarini, e lo spettacolo finale “Radio Belice” con Dario Muratore, che si terrà sulla Scalinata di Via Cavour.

“Urrà! – così dicono gli organizzatori – rappresenta ormai un appuntamento consolidato nel panorama culturale del territorio, capace di coniugare intrattenimento di qualità e valorizzazione del patrimonio artistico locale.”

La quarta edizione, dedicata ai Desideri, conferma la vocazione del festival a essere un punto di incontro tra generazioni diverse, dove bambini e adulti possono condividere momenti di scoperta e meraviglia.

Gli spazi del festival – dal Giardino della Pro Loco al Parco Vincenzo Renda, dalla Biblioteca comunale al centro storico – diventeranno luoghi di creatività e condivisione, confermando Vita come paese attento alla cultura dell’infanzia e alla promozione delle arti performative.

Il festival è organizzato dalla Pro Loco Vitese e da Belice/ Epicentro della Memoria Viva, in collaborazione e sostegno del Comune di Vita.

La direzione artistica è affidata a Giuseppe Maiorana.

Partner tecnico La Forneria

Luogo: Vita (TP) – vari luoghi, Vita (TP) – Biblioteca, VITA, TRAPANI, SICILIA

Una storia illustrata della Valle del Belìce: per una Anatomia della dis-obbedienza – libro illustrato

Una storia illustrata della Valle del Belìce: per una Anatomia della dis-obbedienza – libro illustrato 1940 2560 Belìce/EpiCentro

E’ uscito il libro illustrato “Una storia illustrata della Valle del Belìce: per una Anatomia della dis-obbedienza”

di Giuseppe Maiorana e con le illustrazioni di Simone Ferrarini

presentazione di Carola Susani

Un progetto che non è solo un libro, ma un atto dovuto per la memoria, il territorio e l’educazione.

Questo libro illustrato commemora il 51° anniversario della cooperativa sociale CRESM e il centenario della nascita di Danilo Dolci, rendendo omaggio alla Valle del Belìce e alle lotte sociali che l’hanno caratterizzata.
Il libro racconta la storia di una comunità siciliana segnata dalle ingiustizie del malaffare e dal devastante terremoto del 1968, attraverso le figure di Lorenzo Barbera (sociologo fondatore del CRESM) e Danilo Dolci.
Prendendo spunto dal testo “I ministri dal cielo. I contadini del Belìce raccontano” di Lorenzo Barbera (recentemente rieditato), il libro è stato riadattato da Giuseppe Maiorana e illustrato da Simone Ferrarini.
Il libro documenta le azioni di resistenza non-violenta condotte dai due protagonisti, dalla Marcia per la pace della Sicilia occidentale del 1967 alle proteste post-terremoto a Roma, con l’obiettivo di guidare intere comunità nell’affermazione dei propri diritti, attraverso 6 parole chiave.
Il volume si propone di mantenere viva la memoria storica del territorio belicino e di stimolare le giovani generazioni a prendersi cura delle proprie radici a partire dalle Parole.
Include una sezione di “curiosità” con storie di speranza e resilienza, e si conclude con un’appendice didattica per laboratori educativi finalizzati allo sviluppo del pensiero critico e attivo.
> Lo trovate in vendita presso il bookshop dello spazio museale Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, lì dove tutto ha avuto inizio.
Passate a sfogliarlo, a scoprirlo, a portarvelo a casa.
ISBN 9780997725491 – prima edizione 2025
euro 18,00

 

 

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