44° anniversario del terremoto nella Valle del Belìce 1968/2012

44° anniversario del terremoto nella Valle del Belìce 1968/2012

44° anniversario del terremoto nella Valle del Belìce 1968/2012 Belìce/EpiCentro

LOCANDINA/INVITO

14 gennaio 2012 _ dalle ore 16.00 in poi

In occasione del 44° anniversario del Terremoto nella Valle del Belìce (1968-2012), invitiamo tutti coloro che vogliono raccontare o portarci le loro esperienze e/o testimonianze prima o dopo il sisma alla prima giornata “Archivio orale del Belìce”.

Le testimonianze saranno raccolte nel nostro VIDEO BOX per costituire un vero e proprio archivio orale.

 

 

2 commenti
  • gianluigi redaelli Gennaio 16, 2012 a 6:30 pm

    Belice, una memoria (12)

    da un nord scuro e nebbioso
    poveri di monete
    ma ricchi d’animo
    e di spirito d’avventura
    planammo in questo sud
    riarso dal sole
    e dalla dura lotta per la vita…

    tra baracche di lamiera
    e speranze mai sopite
    di ricostruire le povere dimore
    abbattute
    dal profondo tremito della terra…

    tra rabbia e urla sconnesse
    di genti da sempre abbandonate
    nella loro miseria antica
    tra donne e uomini
    con l’impellenza quotidiana
    di campare la famiglia
    in quella dimensione greve
    di un sud da sempre privo
    dei diritti più scontati
    come l’acqua e il lavoro…

    pieni di sacro furore
    siamo arrivati noi estranei
    noi così diversi e multietnici
    provenienti da Milano e da Bahia
    abbiamo lavorato con lena nuova
    discusso e fatto comizi
    lottato per un’idea di giustizia…

    abbiamo trovato nuovi amici
    compagni forti o titubanti
    i tanti Pino Saro Vincenzo
    fragili nella loro filosofia semplice
    ma attenti ai nostri passi
    donne minuscole come Vincenzina
    madri risolute dallo sguardo di fuoco
    che ci taliavano circospette…

    noi sicuri della forza dei valori
    impegnati tra una scuola quadri
    e un’assemblea popolare
    tra un’abbanniata e uno schiticchio
    siamo cresciuti dentro
    imparando piano la loro dignità…

    correndo frenetici
    da una riunione all’altra
    cocciuti militanti
    di un’ideologia allora fulgida
    al cui servizio abbiamo messo
    chi il braccio, chi la mente
    chi l’arte della fotografia
    per fissare le immagini
    di una realtà cruda
    che cominciava ad appartenerci…

    portavamo nuove idee di lotta
    per quelle genti fiduciose
    nell’ultimo disperato tentativo
    di ottenere i propri diritti
    di riavere delle case decenti…

    abbiamo amato e odiato
    in quei giorni tra le baracche
    di Partanna e Gibellina
    feroci dispute e distinguo
    per chi recava il verbo
    della falce e del martello
    ma abbiamo anche esultato
    per ogni piccola significante vittoria
    assaporando sprazzi felici
    insieme al mai spento orgoglio
    delle vittime del terremoto…

    tutto questo e altro ancora
    l’abbiamo vissuto
    e forse in questa stagione matura
    l’abbiamo anche digerito
    ma certamente ci ha mutati
    arricchiti di memoria…
    e tuttora il nome Belice
    mi rievoca rimescolii nel sangue
    anche se ormai è solo una pagina
    un pò stinta della mia storia di vita

  • Grazie per le tue parole… le conserveremo tra le nostre memorie…
    Quando vorrai e potrai vienici a trovare!

    Giuseppe Maiorana

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