La sequenza di Nicolini fu un modo nuovo di intendere la fotografia, autonoma, immagine per immagine, ma coordinata nei rapporti dialettici proposti dalla serie, secondo uno schema narrativo di origine cinematografica”. (Italo Zannier)

In collezione di Belìce/EpiCentro della Memoria Viva, 70 immagini del fotografo Toni Nicolini: La marcia per la Sicilia occidentale del ’67 e il terremoto del ’68.

Note biografiche

Nasce a Milano nel 1935. Fin dagli esordi della sua professione, all’inizio degli anni ’60, il fotografo Toni Nicolini dimostra di avere una predilezione per le tematiche sociali che affronterà sempre con rispetto, attenzione e sensibilità.
La sua carriera è costellata da diverse collaborazioni con importanti realtà italiane e intellettuali, basti ricordare la “ Fondazione Corrente” di Ernesto Treccani, il “Centro Studi e Iniziative” di Danilo Dolci e il “Centro per la Cultura nella Fotografia” di Luigi Crocenzi. Realizza numerosi volumi per il Touring Club Italiano, collabora a importanti iniziative editoriali, partecipa alle attività espositive della galleria “Il Diaframma” di Lanfranco Colombo, di cui non si può non ricordare la mostra: “Il nuovo impegno” del 1968 con fotografie di Gianni Berengo Gardin e Cesare Colombo.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive, e parte delle sue fotografie sono oggi conservate presso importanti collezioni pubbliche, fra le quali l’Accademia Carrara di Bergamo, il Fondo Archivio dello spazio della Provincia di Milano e il Museo di Fotografia Contemporanea Villa Ghirlanda di Cinisello Balsamo (Milano). La riflessione sui continui mutamenti della società, l’interesse per le condizioni dell’uomo, gli spazi urbani e il paesaggio rappresentano, ancora oggi, il nucleo fondante del lavoro di Toni Nicolini.