Abstract dal testo del curatore Emilia Valenza

“Fronteggiato da Pizzo del Gallo, il piccolo centro élimo della valle del Bélice, la cui storia era destinata a concludersi la fatidica notte del 15 gennaio 1968, giace ormai abbandonato, memore dei tanti “delitti irrisolti” di Sicilia. A distanza di quarantaquattro anni, Poggioreale del dopo terremoto ha mantenuto inalterata la sua disfatta: ancora le case distrutte, le strade piene di macerie, le piazze svuotate e il deserto umano.

Ci sono i negozi con le loro insegne inutilmente attaccate a indicare il vuoto, le chiese con solo le panche rimaste a pregare e i bar con le bottiglie di liquori sugli scaali in attesa di un avventore fantasma, solitaria anima vagante tra i simboli di questa desolazione.

Il paese è ormai un sito di archeologia urbana e umana, dove tuttavia non sono necessarie campagne di scavi per rintracciare importanti reperti che possano testimoniare le abitudini e i costumi locali: tutto è ancora a portata di mano.

Il fotografo Ezio Ferreri è penetrato nella pelle di questo luogo, è andato alla ricerca di quello strato residuale che avrebbe mostrato le tracce di esistenze e abitudini spese tra le mura di dimore ormai fatiscenti.”

Note biografiche

[1955 Canicatti] Lavora prevalentemente nell’ambito della fotografa per la comunicazione visiva. Ha tenuto mostre personali in Italia e all’estero e ha partecipato a diverse mostre collettive, sue fotografie sono apparse su libri e periodici italiani e stranieri. Ha pubblicato “Tracce di giochi su antiche pietre” [Controluce, 2000] “Metropolis/ Sao Paulo” [Controluce, 2010]. Insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

In collezione al Belìce/EpiCentro con alcuni scatti della serie “I fantasmi di Poggioreale”.